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OC Spray

In questi giorni è tornato a far parlare di se, grazie ad una iniziativa di una circoscrizione di Treviso e dell’associazione Trevisoviva, lo spray antiaggressione. Cercherò qui di spiegare cos’è, come funziona e cosa è opportuno conoscere in materia.

Viene comunemente chiamato spray antiaggressione ma il suo vero nome sarebbe OC Spray, ove OC è l’abbreviazione di Oleoresin Capsicum, olio estratto dalla distillazione del pepe rosso della pianta del Genius Capsicum. E’ composto principalmente da carotene, il quale da la tipica pigmentazione rossa in molti vegetali, da olio vegetale e capsacinoide, composto responsabile del bruciore. Nei capsacinoidi dell’OC ci sono ben 15 componenti : il responsabile del “piccante” è il capsaicin. Gli altri sono componenti inerti.

L’esposizione allo spray OC causa un forte bruciore sulla pelle contaminata, infiamma le mucose, in particolare gli occhi, il naso e le vie respiratorie provocando gonfiori, problemi di respirazione e una quasi totale (alcuni affermano totale) ma chiaramente temporanea, perdita della vista.

Da segnalare che le proprietà delle piante del pepe erano conosciute da secoli. In Giappone i samurai lanciavano sugli occhi dei loro avversari sacchi di carta di riso riempiti con estratti di pepe al fine di causare temporanea cecità. I soldati cinesi scaldavano il pepe rosso nell’olio caldo per formare del fumo irritante da dirigere verso le linee nemiche.

Nel 1973 negli USA l’OC divenne disponibile quale spray aerosol usato inizialmente solo da personale dell’FBI e dai portalettere quale temporaneo incapacitante per gli umani e gli animali. Nel 1989 l’FBI dopo aver compiuto uno studio di 3 anni, ne consentì l’adozione su larga scala dalle Forze di Polizia; iniziò ad essere inoltre disponibile per i privati.

La potenza degli OC Spray è misurata in Scoville Heat Unit (dal nome del farmacologo americano Wilbur Scoville che nel 1912 delineò gli standard per misurare il potere del capsaicin); ai giorni nostri il valore di SHU è determinato con l’ausilio dell’alta tecnologia, un metodo computerizzato chiamato : high-performance liquid chromotography.

Le caratteristiche degli OC Spray sono la non tossicità, la non infiammabilità, la bassa percentuale di inaffidabilità (da tenere però ben in considerazione), il non avere effetti a lungo tempo e/o persistenti, l’efficacia sia contro gli uomini che gli animali,.

Da ricordare che il porto negli aerei non è ammesso; essendo un prodotto sotto pressione bisogna evitare l’esposizione diretta ai raggi solari e a temperature oltre i 50 ° C..

Pur avendo una scadenza solitamente a 3-4 anni dal confezionamento è opportuno valutare l’acquisto di un prodotto nuovo ogni anno. E’ bene inoltre testarne periodicamente l’efficacia con un piccolo spruzzo (circa ogni 90 giorni).

 Considerazioni tattiche 

Negli USA l’OC Spray è classificato come arma meno che letale e pertanto la via per un uso efficace dello stesso passa attraverso delle tattiche appropriate.

Pur plaudendo personalmente all’iniziativa, sento il dovere di dare qualche consiglio alle persone intenzionate a portare con se ed eventualmente usare lo spray OC.

Prima di tutto bisogna considerare che l’OC Spray difficilmente riuscirà a stoppare immediatamente un malintenzionato o quantomeno non tutti. Lo spray necessità infatti di qualche secondo per fare effetto (anche i più forti); di conseguenza è opportuno cercare di guadagnare sempre un minimo di distanza dall’aggressore, valutare l’ambiente circostante e la nostra capacità di fronteggiare un’escalation del confronto o di abbandonare velocemente la zona.

Da tenere in considerazione anche la possibilità di venir noi stessi a contatto con lo spray (specialmente se spruzzato a brevi distanze). Di conseguenza sarebbe opportuno allenarsi anche per questa eventualità. La miglior via per farlo è sia prepararsi mentalmente all’evento sia, anche se può sembrare esagerato, testare personalmente gli effetti dello spray. Una volta contaminati è opportuno esporsi all’aria fresca, sciacquare le superfici esposte con acqua fresca e in caso di ingestione bere acqua o latte fresco.

Da un punto di vista tattico è inoltre importante la precisione, cercare cioè di spruzzare esattamente verso il bersaglio (se all’aperto prestare attenzione alla direzione del vento), rappresentato dal viso del nostro aggressore. Può essere sufficiente una spruzzata da circa 1 secondo, sempre che l’aggressore non trattenga il respiro o si copra gli occhi.

Altra considerazione importante è relativa alla capacità di mantenere il controllo del nostro spray OC e, se possibile, saper “disarmare” chi è intento ad usarlo contro di noi.

 
 

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